Dati della Fondazione Gimbe: nell'ultima settimana l'incremento è stato del 22,4%. Preoccupa l'aumento dei decessi, +49%. Quasi un milione e mezzo di italiani è attualmente positivo

Rallenta la crescita dei nuovi casi di covid in Italia: nell’ultima settimana l’incremento è stato del 22,4%, ma a destare preoccupazione è l’aumento dei decessi che hanno fatto registrare in sette giorni +49%. I dati della Fondazione Gimbe restituiscono la situazione dell’andamento del covid in Italia. Nelle ultime 24 ore, i casi registrati sono stati – dati del ministero della Salute – 107.122 e 105 i decessi. Il tasso di positività, a fronte degli oltre 408mila tamponi, tra antigenici e molecolari, è del 26,2%, in calo dello 0,6% rispetto al giorno precedente.

Aumentano i ricoveri negli ospedali italiani: sono 3 in più i pazienti nelle intensive e 289 in più quelli nei reparti ordinari. In totale i ricoverati nelle intensive sono 391, 10.115 quelli nei reparti ordinari. In un mese sono più che raddoppiati i ricoveri Covid ordinari e in terapia intensiva. Solo nell’ultima settimana da 6 al 12 luglio si sono avuti +52 (+16,1%) in terapia intensiva e +1.721 (+21,5%) nei reparti ordinari. Nell’ultimo mese in area critica i ricoveri sono raddoppiati passando da 183 il 12 giugno a 375 il 12 luglio; in area medica, invece, sono più che raddoppiati passando da 4.076 il 11 giugno a 9.724 il 12 luglio.

Quasi un milione e mezzo di italiani è attualmente positivo. Nello specifico, ad oggi risultato contagiati 1.423.425, 31.335 in più rispetto a ieri. I guariti, invece, sono 76.992, per un totale da inizio pandemia di 18.294.517.

È flop delle somministrazioni delle quarte dosi, secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Pur condividendo l’estensione di un secondo booster agli over 60, “la Fondazione Gimbe ormai da mesi sottolinea che le somministrazioni della quarta dose nelle persone più vulnerabili non sono mai decollate, un vero e proprio flop su cui pesano anche inaccettabili differenze regionali”.

“Nonostante il rischio molto elevato di malattia grave e di mortalità, anche in condizioni di minor circolazione virale, è completamente mancata una strategia di sensibilizzazione e comunicazione – conclude Cartabellotta – anzi, a causa delle aspettative sui vaccini ‘aggiornati’ le persone sono state dissuase, anche dai medici, dall’effettuare la quarta dose subito”.

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