Torino, 22 lug. (LaPresse) – Nel 2020 era indebitato il 28,1 per cento delle famiglie italiane. Rispetto al 2016 e al netto delle modifiche al disegno campionario, la quota è passata dal 21,3 al 24,7 per cento. A fronte di una sostanziale stabilità della percentuale di famiglie con debiti per ragioni professionali o verso parenti e amici, è cresciuta quella di nuclei con debiti per immobili o per finalità di consumo. È quanto emerge dall’indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia. Il maggiore ricorso all’indebitamento, viene spiegato, è stato comune a tutte le classi di età e più intenso per i nuclei in cui il principale percettore di reddito ha fino a 45 anni (rispetto al 2016 l’aumento della quota di famiglie indebitate in questa fascia di età è stato di 10 punti percentuali). Per questi ultimi l’incremento è stato sospinto da una maggiore diffusione dei debiti sia per scopi di consumo (+7 punti percentuali) sia per l’acquisto e la ristrutturazione di immobili (+5 punti percentuali).

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